Sinergia e passione

Scoprire il mondo di Hackability

Ecco cos'è Hackability

Un punto di incontro

Hackability è il primo hackaton (una gara non competitiva) tra team composti da persone con disabilità, maker, inventori e designer, per coprogettare e realizzare insieme, attraverso l’uso di hardware e software open source, stampanti 3D, macchine taglio laser, oggetti a basso costo e personalizzabili, per supportare le persone con disabilità nella vita quotidiana.

Il metodo, applicato per la prima volta a Torino nel 2015, si basa sulla valorizzazione delle competenze delle persone con disabilità e sulla contemporanea costruzione, moderazione e animazione di team di lavoro finalizzati ad individuare, proporre e realizzare soluzioni condivise.

Le persone con disabilità sono potenzialmente designer e hacker, cioè persone capaci di di immaginare oggetti e di piegare gli oggetti esistenti alle proprie esigenze. Questo bisogno può trovare una naturale risposta nella filosofia dei fablab, laboratori di prototipizzazione leggera, e nei makers che vi lavorano; soprattutto per il fatto che essi avviano una produzione di “artigianato digitale” caratterizzata da piccoli numeri e fortemente personalizzata sull’utente.

Dopo la prima sperimentazione realizzato al Fablab Torino con due coop sociali Kairos e Mestieri e finanziata da Fondazione CRT, la metodologia è stata riproposta a Brescia all´inizio del 2016 con persone affette da artrite reumatoide ed è stata applicata nel febbraio 2016 all’ITIS Pininfarina di Moncalieri dove gli studenti, nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro, con il Techlab di Chieri hanno realizzato cinque nuovi presidi per altrettanti ragazzi con disabilità.

A maggio 2016 il Politecnico di Torino, in collaborazione con Fondazione Paideia; Lero – The Irish Software Research Centre di Limerick; Looqui e il supporto del CINI Consorzio Interuniversitario Nazionale per l´Informatica, ha lanciato “Hackability@PoliTo”: gli studenti del primo anno iscritti al corso di “Tecnologie per la Disabilità”, usando la metodologia e il format Hackability, al posto del tradizionale esame hanno coprogettato oggetti insieme a maker, designer e persone con disabilità.

A poco più di un anno dall´avvio Hackability si appresta ad essere applicata nel prossimo inverno al design dei servizi. Le esperienze di questo tipo, soprattutto a livello internazionale, si stanno moltiplicando ma, sia le soluzioni realizzate dai disabili, sia quelle sviluppate nei fablab hanno oggi scarsissima circolazione e si esauriscono nell’esperienza di prossimità delle persone che le hanno realizzate. Con il sito hackability.it, nei prossimi mesi, vorremmo non solo raccontare i progetti sviluppati dagli Hackability, ma ospitare anche quelli realizzati autonomamente dalle persone con disabilità e dalla loro rete di supporto. Hackability è un format open source che chiunque, accettandone il manifesto e linee guida metodologiche, puo’ liberamente adottare. I risultati sono condivisi in rete e messi a disposizione di una community molto ampia con l’obiettivo di costruire un set di buone pratiche da mettere a disposizione di tutte le persone interessate.

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